
Carissimo Elio,
oggi scelgo di farti gli auguri pubblicamente. Dopo cinquantacinque anni di amicizia, mi sembra il modo più naturale per rendere omaggio non soltanto ai tuoi ottantaquattro anni, ma a tutto ciò che hai saputo donare attraverso l’insegnamento, la scrittura e il tuo instancabile impegno intellettuale e civile.
Fino a un paio di giorni fa sei riuscito ancora una volta a meravigliarmi. Dopo un difficilissimo periodo che ti ha visto più di là che di qua, mi hai chiamato per propormi due nuove idee, di cui almeno la prima – una mostra personale delle tue opere pittoriche – chissà che non si riesca davvero a realizzare. Vediamo se qualche amica o qualche amico ci darà una mano.
A ottantaquattro anni continui a dimostrare che l’età appartiene al calendario, mentre la curiosità appartiene allo spirito.
Hai insegnato filosofia e storia; hai scritto libri – cinque dei quali ho avuto il privilegio di pubblicare con la mia Nuova Strige; hai animato dibattiti, in particolare quelli che attraverso l’IMSU hanno cercato di far dialogare fra loro le tre religioni monoteiste; hai raccontato la Sicilia, la sua memoria, la sua bellezza, “Il Tempo, l’Eresia, la Bellezza” rimane, secondo me, il testo più suggestivo per entrare dentro l’Idea della Sicilia. Ma soprattutto hai cercato di ricordare ai più giovani che vivere non significa soltanto attraversare il tempo, bensì comprenderne il senso.
In “Aliria e altre storie” hai mostrato ai ragazzi che il sogno non è evasione, ma uno strumento per affrontare la realtà con più coraggio. Forse è questo che hai fatto per tutta la vita: insegnare che pensare è un atto di libertà e che la cultura ha senso soltanto quando forma coscienze libere e spiriti critici.


In un’epoca che consuma tutto in fretta, tu hai continuato a difendere il valore della riflessione, della cultura e della cura verso gli altri.
Negli ultimi anni alcune riflessioni sugli avvenimenti contemporanei non ci hanno sempre trovato in sintonia. Ma che importa! Abbiamo attraversato così tante stagioni della vita che qualche divergenza non può certo scalfire ciò che conta davvero. Ci uniscono valori più profondi e radicati delle opinioni che, di tanto in tanto, possono dividerci.
Ti auguro di continuare ancora a lungo a essere ciò che sei sempre stato: una coscienza critica, un costruttore di ponti tra generazioni, un uomo capace di ricordarci che senza memoria, senza bellezza e senza valori si vive, ma non si cresce.
Buon compleanno, amico mio.


